lunedì 12 maggio 2014

Perfect Beings

PERFECT BEINGS – Perfect Beings
My Sonic Temple
Genere: Progressive Rock
Supporto: cd – 2014



E’ passato un terzo di questo 2014 e di grandi sorprese sonore francamente ne ho avute ancora poche. Come sta ad esempio il Progressive Rock? A tastargli il polso si direbbe che si ascolta, ma non lo si acquista, questa è una grave pecca tutta italiana. E si, perché all’estero almeno la voglia di ascoltare c’è. Questione di cultura e qui andrebbe aperta una parentesi, ma non tonda, non quadrata, ma bensì graffa! Per cui, tralascio questo compito e mi riallaccio al preambolo, poche sorprese, ma buone. Si va a Los Angeles in America per poter godere di un album quantomeno gradevole e se aggiungiamo che si tratta di un esordio, la faccenda acquista risonanza. Si, un esordio, quello dei Perfect Beings che comunque sono una band composta da artisti che di musica vive già da anni. Ecco dunque Ryan Hurtgen  alla voce (Rene Breton), Johannes Luley alla chitarra (Moth Vellum), Dicki Fliszar alla batteria (Bruce Dickinson), Chris Tristram al basso (Marjorie Fair, Slash) e Jesse Nason alle tastiere (Deccatree, AM).
Una elegante custodia cartonata con tanto di libretto esaustivo all’interno accompagna il prodotto in questione, contenente dieci tracce di buon Rock Progressivo. Si delinea subito all’ascolto del primo brano introduttivo “Canyon Hill”, la capacità della band di assimilazione, così nella musica rappresentano al meglio tutti i concetti del genere assorbiti nei decenni della propria esistenza. Come una spugna i Perfect Beings sembrano assorbire l’essenza di questo astruso genere, ma in esso scaturisce anche passione per i particolari, fattore che soltanto i più pignoli di voi potranno captare. La qualità sonora è buona, gli strumenti sono bene equilibrati e l’effetto stereo, specie nella batteria è gradevole.  Lo stile che propongono è comunque personale, miscelando anche della Psichedelia all’interno di alcuni passaggi. Non mancano importanti tasselli di riferimento, come ad esempio i Beatles per alcune scelte melodiche, lo si evince soprattutto in “Helicopter”.
Ma i giochi cominciano a farsi seri con “Bees And Wasps”, brano prettamente progressivo, con tutti gli ingredienti giusti al posto giusto. Si dimostrano ottimi strumentisti, con intelligenza e senza strafare, ascoltate l’assolo di chitarra e capirete. Con un inizio Folk e bucolico, “Walkabout” è uno dei momenti più alti del disco, piccolo capolavoro ricercato e delicato sotto molti punti di vista e per le coralità vicine ai Porcupine Tree. Possono mancare i cambi di tempo? Ovviamente no. I Loop di piano fanno poi scorrere alcuni brividi sulla pelle e questo lo dico ai fans del genere di vecchia data.
Tutta la musica dei Perfect Beings si basa molto sulle ritmiche non convenzionali di Dicki Fliszar, spezzate, tirate, rullanti… in un solo termine “accattivanti”, ed un esempio lo si ha anche in “Remnants Of Shields”. Si fanno avanti gli Yes nell’assolo di chitarra in “Program Kid”, per tornare nel mondo dei Porcospini con “Remnants Of Shields”. Due righe anche per la buona interpretazione vocale di Ryan Hurtgen, duttile e malleabile a seconda delle esigenze. Ma non voglio rovinarvi tutte le sorprese.
Quindi anche nel 2014 si può fare Rock Progressivo con intelligenza, cogliendo si gli spunti dalla storia, ma amalgamando il tutto con la propria personalità. Questa sembra oggi una cosa impossibile, vista  la recente carenza di buone uscite, ma per fortuna qualcosa si muove, poi come il genere lo vogliamo etichettare non ha importanza, per me è ottimo “Progressive Rock”, i puristi storceranno il naso…lo so. Complimenti ed attendiamo nuovi sviluppi. (MS)


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