sabato 31 marzo 2012

giovedì 29 marzo 2012

Info Lizard Records

LITAI  "Litai"         (LIZARD CD 0081)


Già vincitori dell'"Omaggio a Demetrio Stratos" i veneziani Litai giungono al debutto discografico già forti di uno stile originale, sul crocevia tra i King Crimson più angolari e le dinamiche trame di marca Tortoise, il tutto a tinte jazz.
Prog-jazz-rock di notevole personalità grazie ad un ottimo interplay di batteria-basso-chitarra-sax, caratterizzato talvolta da declamazioni teatrali, schegge di ieratica poesia (degli Akineton Retard italiani? Anche).
Litai, un nome nuovo di particolare forza espressiva, uscito dalla fucina veneziana rivierasca del Brenta, che fu una piccola Canterbury negli anni 90, con nomi come Bondage, Antinomia, Lingam, Ledel, Estasia, Nema Niko e Spirosfera.
E proprio della straordinaria meteora Spirosfera i Litai sembrano raccogliere l'eredità, per la tensione sonora, ritmica e lirica
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QUASAR L.S. “The Dead Dream”  (LIZARD CD 0012)
 
 
 
Finalmente disponibile il primo misterioso disco dei QUASAR L.S. “The Dead Dream”, mai pubblicato precedentemente, le cui tracce originarie risalgono al 1977, riregistrato nel 1995 rispettando assolutamente le composizioni e i suoni originari. "The Dead Dream" precede di quasi vent'anni l'Opera rock "Abraham", che consacrò da subito la band friulana al top del  classic-prog italiano degli anni 90 (il nome esplicitato "Quasar Lux Symphoniae" sancirà nei '90 il grande incontro della rock band con il maestro Paolo Paroni e la musica classica). 
"The Dead Dream" è un concept album di grande fascino, pienamente immerso nel clima musicale dei seventies, intriso di ipnotica psichedelia pinkfloydiana, malinconiche atmosfere ed elettrici deliri hard-rock. Un concept per perdersi in un'oscura e drammatica storia di morte, presumibilmente anche la morte del sogno lisergico, pervaso da una magnetica tensione, caratterizzato da struggenti melodie, con il cantato ispirato e di grande intensità interpretativa dello storico cantante e chitarrista Roberto "Beattie" Sgorlon, coi testi visionari del bassista Umberto Del Negro.
 
“la colonna sonora per l’ultima notte californiana di Jim Morrison…se non fosse andato a Parigi?”
 
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THE BAD MEXICAN "This is the first attempt of a band called"         (LIZARD CD 0082)
 

 
"Un album che contiene un numero tale di generi da lasciarti spiazzato. Danze elettrotribali, psichedelia, paludi di rumore e feedback, muri di distorsioni e finestre acustiche, momenti minimali e classic-rock, funk, voci effettate"

The Bad Mexican è una creatura aliena, incombente, difficilmente classificabile. Una banda di banditi sovversivi, destabilizzanti, con una spontanea trasversalità tra morbosa psichedelia, deliranti aggressioni heavy-rock, sperimentazione, ipnotiche ambientazioni ritualistiche. Più kraut-rock che salsa mexicana, con una propensione avant-prog-psych-rock con affinità Mars Volta, storie da scuderia Ipecac colpite da desertiche allucinazioni o affini all'estro creativo poco rassicurante degli Sleepytime Gorilla Museum.
Storie fuorilegge, appunto, non di rado benedette in casa Lizard.

"21 anime senza Dio, in cammino verso l'Inferno. Dal buio al buio, un nuovo personale splendore"

mercoledì 28 marzo 2012

ELP - Tarkus
Island / Metal Mind

Genere: Progressive Rock
Supporto: cd - 1971 / 2005




Molti di voi storceranno il naso di fronte ad un lavoro del genere reputandolo datato soprattutto a causa del suono che effettivamente non ha retto l’usura del tempo, ma non si può fare a meno di questo trio che per la prima volta propone un connubio basso-batteria-tastiere all’attenzione del grande pubblico.
La chitarra, pur se raramente, appare grazie al bassista Greg Lake (King Crimson) ma la sua assenza comunque non si fa sentire e questo è il merito dell’immenso lavoro tastieristico di Keith Emerson. Una cascata di tasti d’avorio ci coglie dunque all’ascolto di questo disco che al suo interno contiene la famosa suite “Tarkus”. Essa viene concepita da Emerson durante il tour del 1970 ed alla fine dello stesso, l’idea viene sviluppata al meglio in casa sua.
L’argomento riguarda la guerra (Vietnam?) ed il famoso Armadillo disegnato da William Neal della cover a forma di carro armato (Tarkus) è li a dimostrarlo immerso nel fondale color arcobaleno, evidente segno di pace. Nella introduzione della suite dal titolo “Eruption” si possono intuire le influenze jazzistiche e l’amore di Emerson per Frank Zappa e questo in futuro sarà confessato candidamente. Vulcani in eruzione, battaglie fra mostri a forma di Porcospino con coda da scorpione (Manticore), Ptneranodonti bombardieri, insomma la fantasia dei testi di Lake pregni di allegorie “politiche” accompagnano tutto il lato a del disco. Il pubblico di allora sembra gradire regalando al trio il primo posto nelle classifiche Inglesi.
Lo stile classicheggiante è comunque la spina dorsale del colosso musicale il quale da il meglio di se nel primo lato, nel secondo troviamo canzoni si simpatiche ma nulla più di banali motivi a tratti privi di fantasia. Degli EL&P si possono tranquillamente acquistare pure il disco d’esordio dal titolo “Emerson Lake & Palmer” (Island-1970) ed il meraviglioso “ Trilogy” (Island-1972), sicuramente pane per i denti degli amanti del classicismo, delle tastiere e del sinfonico. In seguito comporranno altri buoni lavori come ad esempio “Brain Salad Surgery” (Manticore-1973) od i sufficienti “Works vol.1 & 2” ma a noi piace ricordarli più cervellotici, più impegnati anche se sicuramente anacronistici.
La Sanctuary oggi ha ristampato e rimasterizzato tutti i dischi degli inglesi avvicinandoceli con un prezzo sicuramente più disponibile, approfittiamone e godiamo al meglio l’evolversi del Progressive il quale passa pure in questa strada (MS)


lunedì 26 marzo 2012

Tenebrae

TENEBRAE - Memorie Nascoste
Pirames International

Distribuzione italiana: si
Genere: Art Rock
Support: CD + Fumetto - 2010



I Tenebrae nel 2005 si formano a Genova, la città che tanto ha dato e ancora sta dando al Progressive italiano con decine e decine di nuove realtà. Il gruppo composto da Davide Faudella alla voce, Marco Arizzi alla chitarra, Fabrizio Garofalo al basso, Emanuele Benenti alla batteria e Francesco Mancuso alle tastiere, si definisce Art Rock. Il termine sta a pelle ad un progetto artistico globale, che spazia dalla recitazione alla musica, passando per la pittura ed il disegno semplice. In questo debutto discografico dal titolo “Memorie Nascoste” resto innanzitutto colpito dalla presentazione sia grafica che dal contenuto del concept. In copertina cartonata con all’interno un libretto esaustivo impreziosito da belle foto, i Tenebrae ci propongono in allegato anche un fumetto dal titolo “Crepuscolo”, tratto proprio dai testi del cd. I disegni sono di Blackman, alias Gabriele Ghio in collaborazione con Marta Olezza.
Il rapporto musica e pittura è fondamentale anche nella riuscita delle esibizioni live della band, tanto che si avvalgono della presenza di quadri dipinti da Dèsirèe Nembri e l’Art Rock si completa anche con degli intermezzi recitati dall’attore Alessandro Barbero.
Ma passiamo alla musica proposta, un Metal preso di striscio, con importanti influenze di gruppi Rock italiani quali Litfiba o i Timoria. La cavalcata sonora è suddivisa in ben quindici tracce e si apre con “Crepuscolo”, un intro recitato e rabbioso che si lega con “Maschera”, canzone che alterna Metal a del buon Rock stile Litfiba primi anni ’80. Le melodie sono orecchiabili, a tratti oscure e tristi, dal fascino misterioso e non si disdegnano neppure cambi di tempo. La musica dei Tenebrae è poliedrica, a differenza di quello che potrebbe far pensare il loro nome, si odono anche frammenti di Metal Prog, tutto si può dire tranne che siano inflazionati.
Un disco d’esordio che colpisce nella sua totalità, peccato forse per un equilibrio sonoro degli strumenti non perfetto, ma questo è solo una questione di gusti ed io avrei ad esempio preferito un suono della batteria più corposo. Questo però è solo un mio gusto, non una vera pecca, così la chitarra sarebbe stata al top se fosse stata meno alta come suono. La prestazione vocale di Faudella è notevole, una performance perfetta sia in eleganza interpretativa che in grinta, Davide sa quando graffiare o carezzare, è ottimo timone. Buono il supporto delle tastiere ad una musica a tratti greve e spesso Metal e qui i Tenebrae sanno muoversi molto bene. Ottimo il lavoro ritmico, ma soprattutto è la chitarra di Arizzi a trainare spesso e volentieri le sonorità della band.
“Coprimi Di Nero” è uno dei momenti più belli , ben suddiviso, variegato e pure con buone coralità, ma sarebbe riduttivo soffermarsi su una singola traccia in quanto è l’insieme che funziona. Un altro pregio è appunto la fruibilità della musica, la quale a lungo andare non perde in freschezza a testimonianza di una capacità compositiva brillante. Eppure è un esordio, un signor esordio! Consigliato a tutti gli amanti del Rock e del Metal, “Memorie Nascoste” mette d’accordo molti ascoltatori e tanti generi. Uno sforzo creativo che spero non venga ignorato dal pubblico italiano, perché l’arte vera e totale è patrimonio comune.
Staccatevi un attimo dai vari Vasco, Ligabue e simili e date pure una possibilità a questi giovani artisti perché lo meritano. MS



domenica 25 marzo 2012

Marcello Capra In concerto

Giovedì 29 marzo attesissimo concerto del popolare chitarrista al Magazzino di Gilgamesh: una serata speciale dedicata alla magia della chitarra acustica, guest star Silvana Aliotta
Fili del tempo: Marcello Capra dal vivo a Torino

Giovedì 29 marzo 2012
h. 21.30
Magazzino di Gilgamesh
Piazza Moncenisio 13/b
Torino

 
Giovedì 29 marzo 2012: Marcello Capra al Magazzino di Gilgamesh! Il popolare musicista torinese torna dal vivo con una serata dedicata alle sonorità della chitarra acustica in compagnia di una special guest, la vocalist Silvana Aliotta. "Due anni dopo la presentazione di Preludio ad una nuova alba - dichiara Capra - ritorno nella mia città con un concerto che vede in scaletta brani della mia produzione dal passato al presente, in particolare dall’ultimo album Fili del tempo. Sono molto felice di avere come ospite speciale Silvana Aliotta, mitica vocalist dei Circus 2000 poi voce solista di importanti progetti in Italia e all’estero, la quale ha inciso alcuni brani del mio ultimo lavoro e nuove cose insieme".

Dopo l'uscita di Fili del tempo (Electromantic Music), nono tassello solista di una lunga carriera partita negli anni '70, Marcello ha ricevuto numerosi consensi positivi dalla stampa (Jam, Mucchio, Rockerilla, Guitar Club, Blow Up etc.) e ha preso parte a due importanti progetti: il libro-cd Cosa resterà di me curato dal giornalista Athos Enrile e Aspettando Jackpot (con testo dello psicologo Mauro Selis e voce di Silvana Aliotta), brano che ha vinto un concorso sul web contro la dipendenza dal gioco d'azzardo. Inoltre Frontiera (1972) dei Procession, la band che Marcello fondò all'inizio degli anni '70, continua a raccogliere interesse a quarant'anni di distanza, con una nuova ristampa BTF.

Il concerto al Magazzino di Gilgamesh, uno dei più importanti locali di buona musica a Torino, sarà l'occasione per ripercorrere una lunga e suggestiva carriera, come sempre al crocevia tra blues, folk, rock e progressive.
 
Info:
 
Marcello Capra:
http://www.marcellocapra.com
Ufficio Stampa Synpress44:
http://www.synpress44.com/

sabato 24 marzo 2012

Akhtamar

AKHTAMAR - Demo
Selfproduced

Distribuzione italiana: band
Genere: Prog Metal
Support: CD - 2006




Gli Akhtamar sono un quartetto di Udine e non nascondono le proprie ambizioni musicali in questo demo di Prog Metal a tratti vicino ai maestri Dream Theater ed ai cugini Liquid Tension Experiment. Certamente chi vuole intraprendere questa rischiosa strada deve essere consapevole di dover possedere notevoli qualità tecnico-strumentali e francamente non tutti i gruppi lo sono.
Non è il caso dei nostri, che fortunatamente non mettono in circolazione l’ennesimo demo di imbarazzante caratura. Certo c’è ancora da lavorare, almeno in fase di stesura del brano, ma gli Akhtamar dimostrano di avere le idee più che chiare. La band è composta da Giuliano Velliscig al microfono, Alessio Velliscig alla chitarra e mandolino, Guido Casarin alla batteria ed Arthur Sahakjan al basso.
Le canzoni incise nel cd sono nove, per la durata di un ora di buona musica. Si comincia dopo il doveroso preludio con “Colours Inside” ed i suoi nove minuti. La sezione ritmica è subito in evidenza, così la voce di Giuliano, malleabile a seconda delle necessità.
Apprezzabili gli interventi di chitarra e la voglia di far bene trapela fra le note, il gruppo sembra già coeso, malgrado alcune piccole sbavature dovute più che altro all’inesperienza, specialmente nei cambi di ritmo. “Geisha Of The Soul- Excellence” è straordinaria, una piccolo chicca da non perdere, soprattutto nell’inizio dove gli strumenti acustici si intrecciano con quelli elettrici. I ragazzi trapelano margini di miglioramento in fase di songwriting a mano che si va avanti nell’ascolto, con passaggi strumentali davvero interessanti e ben arrangiati anche grazie all’uso delle tastiere. Prosegue il discorso “Geisha Of The Soul- Perception”, dove Giuliano tenta percorsi vocali difficili, encomiabile il fatto di richiamare alla memoria Demetrio Stratos, ma non sò se tutto ciò sia casuale o voluto. Le sonorità di “Reflectin’ Star On The Ocean” sono uno dei momenti più alti del demo, chiuso in un crescendo emotivo pauroso dal trittico “II”, “III” e dalla stupenda “Kokais”. Le idee non mancano, interessanti i vocalizzi di “II”, un ricco parco di influenze che vanno dal Banco del Mutuo Soccorso ai Marillion era Hogarth, per un risultato assolutamente eccelso.
Gli Akhtamar possono certamente migliorare, personalmente mi sono segnato il loro nome nel mio taccuino delle nuove promesse, ci credo perché soprattutto ci credono loro e le carte sono in regola per emozionarci. MS

martedì 20 marzo 2012

Il ritorno dei NOTTURNO CONCERTANTE


A dieci anni da 'Riscrivere il passato' arriva il sesto album della storica formazione campana. Un testo di Stefano Benni, le suggestive immagini di Fabio Mingarelli e la consueta eleganza della band, autrice di un ethno-rock di matrice acustica dai ricordi progressive
Canzoni allo specchio: il ritorno del Notturno Concertante

Notturno Concertante 
e
Radici Music
sono lieti di presentare:

CANZONI ALLO SPECCHIO

Il sesto album del Notturno Concertante

Radici Music
10 brani - 44 minuti


2002-2012. Sono passati dieci anni da Riscrivere il passato, l'album con il quale il Notturno Concertante pose le premesse per una svolta che arriva oggi con Canzoni allo specchio, il sesto album della storica formazione irpina,
pubblicato da Radici Music. Nome di punta del panorama new progressive europeo, attivo dai primissimi anni '80, ilNotturno Concertante torna in pista con un disco carico di novità, segnali e stimoliCanzoni allo specchio porta a compimento una lunga operazione di superamento del prog-rock delle origini in favore di una rock song densa di influenze acustiche, jazz e colte, mai mancate nell'avventura del Notturno.

Dedicato alla memoria di Antonio D'Alessio, giovane bassista del Notturno prematuramente scomparso nel 2008, Canzoni allo specchio si candida subito come un'opera speciale: il sontuoso libretto di 52 pagine presenta la nuova formazione - un inedito ottetto - e si avvale delle immagini di Fabio 'Ming' Mingarelli, il pittore che ha realizzato anche l'affascinante copertina. Per questo sesto album i fondatori Lucio Lazzaruolo (chitarre, tastiere) e Raffaele Villanova (chitarre, voci) hanno potuto contare sull'eccellente contributo dei giovani musicisti che compongono la nuova line-up, in particolare il vocalist Giuseppe Relmi.

Il Notturno Concertante del 2012 recupera brani del passato come le struggenti Le anime belle e The Price Of Experience, conferma la presenza della componente acustica - peculiarità principale della sua poetica - e vi aggiunge un'ipotesi di canzone progressive-pop sulla falsariga di Peter Gabriel e Dave Matthews Band, con testi riflessivi e arrangiamenti spumeggianti che valorizzano la presenza di fiati, fisarmonica, violino ed elettronica, come testimoniano i "nuovi classici" Lei vede rosso e Come il vento. Ahmed l'ambulante rafforza la collaborazione con Stefano Benni (autore del testo), On Growing Older Young Man Gone West ribadiscono la continuità con il rock acustico del recente passato,non manca l'ironia nel blitz sudamericano di La Milonga di Milingo. Uno splendido comeback per una delle più preziose, sensibili e accattivanti espressioni della musica italiana.


Informazioni:

Notturno Concertante:
http://www.notturnoconcertante.it/

Radici Music:
http://www.radicimusicrecords.it/


Ufficio stampa Synpress44:
http://www.synpress44.com/

Novità dal mondo Fabio Zuffanti

Dopo il successo dei quattro cd della SEASONSCYCLE SUITE, Fabio Zuffanti e HÖSTSONATEN ritornano con un nuovo grande progetto!

THE RIME OF THE ANCIENT MARINER
Una nuova saga in 2 capitoli. Il primo in uscita il 9 Aprile 2012,  il secondo previsto per il 2013
Il progetto è articolato in due cd: Il primo sarà disponibile dal 9 Aprile 2012 su AMS Records e conterrà le prime quattro parti dell'opera, il secondo nel 2013 con le restanti tre parti. Per quello che riguarda il primo cd le due parti già realizzate sono state ri-registrate interamente. Le parti vocali sono affidate a quattro diversi cantanti che cercheranno di esplorare, interpretare e restituire all'ascoltatore le emozioni oscure e sognanti del poema di Coleridge.
I musicisti che accompagneranno Fabio sono quelli fidati che lo hanno seguito nella sua avventura delle stagioni, Maurizio Di Tollo (batteria), Luca Scherani (tastiere), Matteo Nahum (chitarre), Edmondo Romano ( sax, cornamusa), Syvia Trabucco (violino), Joanne Roan (flauto).
Le voci che interpretano le quattro parti di 'The rime of the ancient mariner - Chapter one' sono: Part I: Alessandro Corvaglia (La Maschera di cera) con un cameo di Carlo Carnevali (R.u.g.h.e.), Part II: Davide Merletto (Daedalus), Part III: Marco Dogliotti, Part IV: Simona Angioloni (Aries) con un cameo di Alessandro Corvaglia

Zuffanti concepisce l'idea di dedicarsi ad una trasposizione musicale del poema di Samuel Taylor Coleridge già nel 1995. Le prime due parti appaiono infatti nei primi due album di Hostsonaten ('Hostsonaten', 1996 e 'Mirrorgames', 1998) ma la realizzazione di queste non ha mai soddisfatto pienamente il compositore genovese che decide quindi di lasciare il progetto in sospeso. Nel 2011, al termine della fortunata tetralogia sulle stagioni 'Seasoncycle suite', Fabio decide di riprendere in mano il lavoro su 'The rime...' e portarlo a compimento.
LA MUSICA E', SE POSSIBILE, ANCORA PIU' SINFONICA E MAESTOSA. UN GRANDE PROG ALBUM CON TOCCHI  CELTICI, HARD-PROG, NEW-PROG AND E MOLTO ALTRO!
Qui potreste ascoltare un lundo medley dell'album: http://youtu.be/dRo3aCLeUNk

Su www.zuffantiprojects.com/preorderhost&merlin.htm potrete preordinare la vostra copia autografata al prezzo di 17 euro, incluse spese di spedizione
INSIEME AL NUOVO HOSTSONATEN SARA' DISPNIBILE LA RISTAMPA DI

MERLIN - THE ROCK OPERA
(Musica di Fabio Zuffanti, Libretto di Victoria Heward)

Doppio CD su AMS Records con un grande cast di oltre 40 musicisti e cantanti (incluso Alessandro Corvaglia de la Maschera Di Cera che interpreta il ruolo di Merlino) per una grande PROG-OPERA!


PREORDINA SU www.zuffantiprojects.com/preorderhost&merlin.htm HÖSTSONATEN: THE RIME OF THE ANCIENT MARINER (Chapter One) + MERLIN THE ROCK OPERA AL PREZZO SPECIALE DI 35 EURO INCLUSE SPESE DI SPEDIZIONE. OFFERTA VALIDA FINO AL 30 APRILE 2012


Il doppio cd, pubblicato originariamente nel 2000 da Iridea Records e da anni fuori catalogo, è stato completamente  remixato, rimasterizzato e dotato  di una nuova copertina, con foto e crediti. Zuffanti ha aggiunto nuove parti di mellotron usando un vero strumento (nella vecchia versione erano stati usati dei samples).
Qui potete ascoltare un lungo medley dell'albm http://www.youtube.com/watch?v=nDMhFYcVCtw 
Su www.zuffantiprojects.com/preorderhost&merlin.htm potrete preordinare la vostra copia autografata al prezzo di 22 euro, incluse spese di spedizione

giovedì 15 marzo 2012

Indukti

INDUKTI - Idem
Inside Out
Distribuzione italiana: Audioglobe
Genere: Prog Metal
Support: CD - 2009




Secondo il mio parere, questo è un periodo d’oro per il Metal Progressive, finalmente molte band si scrollano di dosso la pesantissima eredità dei Dream Theater, avventurandosi in nuovi sentieri. Si aprono nuovi scenari grazie a Tool, Porcupine Tree, Pain Of Salvation, The Butterfly Effect, Mastodon, Riverside ed altri, la sperimentazione diventa marcata, pur sempre restando legata alle radici del Progressive e della Psichedelia degli anni ’70.
Gli Indukti sono un quintetto proveniente dalla Polonia che gia mi aveva colpito nel disco d’esordio dal titolo “S.U.S.A.R.”. Contavo su di loro, autori di un buon tuffo in questo mare Metal Prog, ma oggi mi stupiscono altrettanto con un doppio carpiato! Musica pesante, a tratti ossessiva ed asfissiante, ma sempre pronta a stupire con cambi umorali non scontati. Molto del merito è nel violino di Ewa, ma non solo, tutto funziona a dovere, soprattutto nella sezione ritmica composta da Andrea al Basso e dall’instancabile Wawrzyniec alla batteria, vero e proprio motore Ferrari sennonché demonio delle pelli.
Sensazioni di pesantezza ed angoscia pervadono nell’ascoltatore in buona parte del disco, anche se di tanto in tanto compaiono sporadici squarci di sereno. Il legame con gli anni ’70 è dato dal suono che a volte intinge nella tavolozza dei Pink Floyd, ma soprattutto in quella dei King Crimson. Il racconto oscuro e malato di “Idem” è narrato dalle voci di tre cantanti ospiti, quella di Nyls Frykdahl dei Sleepytime Gorilla Museum (altra grandissima band del genere), Maciey Taff dei Rootwater e di Michael Luginbuehl dei Prisma. Tuttavia vedo gli Indukti come una band prettamente strumentale, in quanto sono in possesso di un songwriting davvero personale, destabilizzante, d’impatto, difficile da cantare. L’eccellente produzione sonora non fa altro che esaltare il risultato finale. “Idmen” è suddiviso in otto tracce, sette delle quali di lunga durata. Non c’è un brano che prevale, è l’insieme che colpisce e distrugge l’ascoltatore. Ma ce né uno in particolare che personalmente prediligo ed è il conclusivo “Ninth Wave”, non tanto per la tecnica o quant’altro, solo per le ambientazioni e le atmosfere che riesce a scolpire nella mia mente, forse anche grazie alla tromba ed al crescendo sonoro.
Geniali, assolutamente un gradino sopra la media, musica dura per menti aperte e coraggiose. Chi ha paura del buio? MS


lunedì 5 marzo 2012

FINISTERRE e TAPROBAN live!

I FINISTERRE, storica band che ha contribuito al grande rilancio del rock progressivo italiano negli anni novanta, ritorna in concerto in Italia con uno show escusivo a Roma, Jailbreak Live Club, sabato 24 Marzo 2012. Gruppo di supporto: Taproban.

Biglietti in prevendita su GREENTIKET - posti numerati
http://www.greenticket.it/eventi_cerca.html?&p_id=85128

Jailbreak Live Club
Via Tiburtina 870
00159 Roma

Ingresso 12 euro + dp
I Finisterre, nascono a Genova nel 1993. Fin dall'inizio, la loro proposta musicale mostra la capacità di navigare attraverso stili diversi in crossover tra loro. Rock, psichedelia, progressive, post-rock, jazz, pop
sono le influenze che si stemperano in atmosfere ambient, citazioni di musica contemporanea e sfumature minimaliste.

Hanno calcato i palchi dei più importanti festival internazionali di musica progressiva suonando in Italia, Francia, Belgio, Spagna, Stati Uniti, Messico e sono reduci da uno spettacolare reunion concert al festival francese Crescendo Festival (Bordeaux) di fronte a più di duemila fan che hanno tributato con grande gioia e passione il ritorno on stage della band dopo sei anni di assenza.

Con quattro dischi in studio di grande successo di publico e critica all' attivo, "Finisterre" (1994), "In limine" (1996), "In ogni luogo" (1999) e "La meccanica naturale" (2004), più altri due realizzati dal vivo negli USA, i Finisterre sono unanimamente considerati uno dei più importanti e influenti gruppi di rock progressivo italiano degli ultimi anni.

L'ultimo l'album " La meccanica naturale", è stato prodotto da Franz Di Cioccio, cantante/batterista della PFM, e pubblicato da Immaginifica, l' etichetta di musica evolutiva da lui diretta.

I Finisterre riemergono dopo sei anni di assenza dalle scene e sono pronti per affrontare un 2012 all'insegna dei concerti (ove riproporranno i momenti salienti della loro storia musicale) e di un nuovo album.


FINISTERRE

Stefano Marelli: Voce, chitarra
Fabio Zuffanti: Basso, cori
Boris Valle: Piano, tastiere
Agostino Macor: Organo, moog, mellotron, sintetizzatori
Maurizio Di Tollo: Batteria, cori


Qualche estratto:

"Syn" (studio track): http://www.youtube.com/watch?v=is9Z63w9fsc&feature=related

"In limine" (studio track): http://www.youtube.com/watch?v=Dn0tUihGWeM

"Phaedra" (Including "Firth of fifth") live at Crescendo Festival 2011: http://www.youtube.com/watch?v=3v9-vd5YblA&feature=related

"Snaporaz" (studio track): http://www.youtube.com/watch?v=AEl0jkQM2Cg

"Ode al mare" live in Loano (SV) 2007: http://www.youtube.com/watch?v=O_buVJH5kZI

"Lo specchio" (studio track): http://www.youtube.com/watch?v=SfhhRrxm16U&feature=related


Carlo Carnevali
Spirals Management
management@zuffantiprojects.com
webmaster@zuffantiprojects.com

domenica 4 marzo 2012

Skylive Rock ad Apiro

SABATO 10 MARZO al Teatro Mestica di Apiro (MC)

                                               SKYLIVE ROCK

Ecco alcune foto dell'evento:






















Concerto relazione sull'evoluzione del Rock, dagli esordi ai nostri giorni. L'esecuzione live viene eseguita dalla band SKYLINE mentre la relazione annessa è a cura del critico musicale MASSIMO "MAX" SALARI. 60 anni di musica per tutte le età e per capire perchè oggi ascoltiamo questo sound nel Rock. Lo spettacolo sarà supportato anche da immagini e video.

PER PRENOTAZIONE BIGLIETTI: Telefono: 3409374451
E-mail andreaquatrini@virgilio.it



Vi aspettiamo numerosi per una serata di grande musica e per tutte le età!!!

sabato 3 marzo 2012

Illumion

ILLUMION - Hunting For Significance
Progress Records
Distribuzione italiana: -
Genere: New Prog
Support: CD - 2009




Gli Illumion sono il progetto della chitarrista olandese Eveline Van Kampen. La band si completa con Esther Ladiges (voce), Eveline Simons (tastiere), Peter H Boer (Basso e tastiere) e da Emile Boellard. Prog al femminile dunque, ed in stile Sinfonico neoclassico… una vera rarità nell’ambito.
Il cd è suddiviso in undici tracce, tutte della durata media di cinque minuti o poco più. Lo stile vocale, ricorda molto quello adoperato nei lavori di Lucassen, specie nelle coralità. Buona la produzione sonora ed il libretto con la copertina è più che sufficiente. Quelle che colpiscono sono le melodie semplici, armoniose, a volte malinconiche, uno stile rodato gia da molte altre band, ma sempre dal risultato d’effetto. Infatti quello che si ascolta in “Hunting For Significance” è quanto di più distante si possa trovare, rispetto la sperimentazione del Prog. Le tematiche trattate da Eveline pescano nei racconti di scrittori come Edgar Allan Poe, Oscar Wilde, Franz Kafka e William Blake, il tutto supportato da una musica spesso e volentieri stile Marillion. Molti passaggi potranno interessare anche coloro che seguono il Gothic e non solo. Nulla da eccepire in tutto questo, interessanti gli interventi delle tastiere, mai troppo invasive e comunque sempre presenti, le chitarre si adoperano in buoni assolo, anche se in maniera composta.
Tutto è al posto giusto, se consideriamo poi che stiamo parlando di un debutto, viene subito voglia di segnare questo nome nel taccuino dei prossimi acquisti. Certamente è un buon disco, ma attenzione, al sottoscritto è scivolato via come olio. Per certi versi gli Illuminon potevano osare di più, mentre si sono ancorati ad uno stile trito e ritrito che secondo il mio punto di vista va assolutamente aiutato con nuovi mutamenti. Le emozioni ci sono, ma quello che vengono a mancare sono alcuni assolo che lasciano il segno, un acuto che destabilizza o che almeno alzi il volume di un disco apparentemente ben studiato.
Le carte in regola per fare meglio ci sono tutte, so che non è facile inventarsi qualcosa di nuovo nel panorama New Prog, ma almeno lavorare di più sulle parti strumentali, questo ritengo sia doveroso. Anche se sono consapevole che chi si accontenta gode… si intende. MS



venerdì 2 marzo 2012

Triumvirat

TRIUMVIRAT - Old Loves Die Hard
EMI - Harvest

Genere: Prog
Support: Lp - 1976




Ecco un disco di grande musica anni ’70, quella che ha saputo raccontarci tante storie. Un vero piacere riascoltare un Rock così toccante, come le note del pianoforte di Jurgen Fritz.
Proprio lui è il produttore dell’album, sennonché autore di tutti i brani. Il territorio in cui si aggirano i Triumvirat è quello prettamente Progressivo e non mancano di certo i riferimenti del caso, qui con il nome di EL&P. Con la band di Emerson comunque c’è della sostanziale differenza, i tedeschi in esame sono più melodici e meno dediti a fughe strumentali, a parte la bellissima “Panic On 5th Avenue”.
I brani sono ovviamente lunghi, sulla media di otto minuti, ma si alternano a loro volta con pezzi più brevi e diretti. Toccante “I Cold Old Borried Lady”, grazie anche alla bellissima voce di Barry Palmer. Non ci sono chitarre dunque, ma l’impatto sonoro non ne risente, le tastiere di Fritz sono la colonna portante di “ Old Loves Die Hard”. La ritmica è sostenuta da Dick Frangenberk al basso e da Hans Bathelt alla batteria. Il merito principale dell’LP sta nella sua fluidità, mai un attimo di stanca, nessuna distrazione. E’ quasi capolavoro se non fosse solamente per il fatto che i nostri sono stati aiutati dagli eventi della storia del Prog, troppo facile concepire un album con queste sonorità nel 1976, quando il genere ha già detto tutto. Questo però non deve sminuire più di tanto il merito dei Triumvirat i quali ci hanno saputo deliziare e carezzare con i propri strumenti.
E poi mi vengono a chiedere che cosa avessero di così magico gli anni ’70, che siamo diventati tutti un po’ più sordi? MS



giovedì 1 marzo 2012

Morto LUCIO DALLA

Addio Lucio Dalla, stroncato da un infarto Italia piange, per lui inizia 'secondo tempo'

Il cantante era in Svizzera per alcuni concerti. Il 4 marzo avrebbe compiuto 69 anni Pippo Baudo commosso: 'era come un fratello'

01 marzo, 20:35 (DA ANSA.IT)

Lucio Dalla, il piccolo grande uomo della musica italiana, se n'é andato stamattina a Montreux in Svizzera dove ieri sera si era esibito, pochi giorni prima del suo 69mo compleanno, il quattro marzo (1943), una data fondamentale per la memoria musicale del nostro Paese.
La scomparsa di un personaggio come Dalla è un evento che va ben al di là dell'universo della canzone, è un lutto per la cultura italiana che perde un'intelligenza fuori dagli schemi, oltre che uno dei più grandi artisti degli ultimi decenni. 50 anni di musica, canzoni e intuizioni geniali, una carriera iniziata a Bologna come enfant prodige del clarinetto che per il suo talento suscitava l'invidia del suo amico Pupi Avati, un talento che l'Italia scoprì nel 1971, grazie a 4/3/1943, un brano che avuto un'importanza fondamentale per cambiare le carte della canzone italiana. Dopo gli album capolavoro realizzati con il poeta Roberto Roversi (sono gli anni di Nuvolari), nel 1977 con Com'é profondo il mare arriva il successo da star, destinato a crescere con gli album Dalla e Lucio Dalla e canzoni come Futura, Cara, Anna e Marco. Nel frattempo insieme a Francesco de Gregori e Ron aveva condotto Banana Republic, il tour che per la prima volta ha portato i grandi della musica d'autore negli stadi. 30 anni dopo i due sono tornati in tour insieme, ma senza alcun atteggiamento nostalgico, un modo d'essere totalmente agli antipodi della personalità dell'artista bolognese, che è sempre stato un personaggio imprevedibile, dotato di un senso dell'umorismo surreale e di un particolarissimo gusto per la provocazione.
E' stato autore di super hit come Attenti al lupo e di super classici come Caruso, di capolavori poco compresi come Henna, regista di opere liriche, autore e protagonista di spettacoli tv, una sorta di nume tutelare della scena musicale bolognese, uno scopritore di talenti, un uomo animato dalla curiosità e dal gusto per le scoperta. E' davvero difficile accettare che Lucio Dalla non c'é più. Ed è strano constatare che la sua ultima apparizione in tv sia stata al festival di Sanremo, dove era andato in veste di tutor di Pierdavide Carone. Anche in quell'occasione non ha perso l'occasione per esprimere le sue idee, criticando le giurie e anche gli interventi di Celentano. E' morto all'improvviso a Montreux, la città che ospita uno dei festival jazz più importanti del mondo. Il jazz, il suo grande amore da dove era cominciata la sua avventura di genio della musica.
IL SUO ENTOURAGE, COLAZIONE POI MALORE - Nessuna avvisaglia, "stava bene. Lui e Mondella si sono sentiti ieri sera dopo il concerto di Montreaux: era contento di come era andato il concerto. Stamattina si è svegliato, ha fatto colazione, un paio di telefonate", poi il malore. Così, dalla Midas Promotion - società di comunicazione nel mondo della musica e dello spettacolo fondata da Michele Mondella - la sua assistente ricorda, al telefono, le ultime ore di Lucio Dalla. In questo momento, "il dolore è talmente grande - aggiunge - che non credo ci sia niente che possiamo fare e organizzare", nell'immediato, per ricordare il cantante bolognese, che era seguito dalla società fondata nel 1997 da Mondella, già direttore della promozione della Rca Italiana, quindi della Bmg Italy per 15 anni.
SALMA A LOSANNA, FORSE DOMANI IN ITALIA - La salma di Lucio Dalla, morto questa mattina a Montreux, si trova in questo momento in una cappella a Losanna. Il feretro, secondo quanto si apprende, potrebbe essere trasferito già domani in Italia.
AVVOCATO, SALVO DIVERSE DISPOSIZIONI SCRITTE, SARA' SEPOLTO A BOLOGNA ROMA (ANSA) - ROMA, 1 MAR - "Non risulta alcun testamento al momento, ma solo cose dette a voce, nessuna volontà scritta": lo spiega all'ANSA Eugenio D'Andrea, avvocato di Lucio Dalla. A proposito delle ipotesi di sepoltura del cantante, morto oggi a Montreux, l'avvocato precisa: "Salvo diverse disposizioni testamentarie scritte, sarà sepolto a Bologna, la sua città". D'Andrea, che si sta recando in Svizzera con il manager di Dalla per occuparsi del trasferimento della salma, è ancora scosso: "Avevamo parlato proprio stamattina. Ci stavamo organizzando - conclude - per andare in barca insieme quest'estate".
NAPOLITANO, HA RINNOVATO E PROMOSSO CANZONE ITALIANA - Lucio Dalla è stato "autore e voce forte e originale, che ha contribuito a rinnovare e a promuovere la canzone italiana nel mondo. E' stato un artista amato da tanti italiani di diverse generazioni. E a me personalmente è caro il ricordo dei nostri incontri, e dell'ultimo, a Bologna, per una iniziativa di beneficenza, ritrovando in ogni occasione la schiettezza e delicatezza del suo tratto umano". Lo afferma Giorgio Napolitano esprimendo la sua partecipazione al dolore della famiglia e al cordoglio del mondo dello spettacolo.
MONDELLA, DICEVA MORTE FINE PRIMO TEMPO
STORICO PRESS AGENT, DE GREGORI E' VENUTO A CONSOLARMI
di Elisabetta Malvagna

"Forse è uno scherzo. Morire non è nello stile di Dalla. Qualcuno l'avrà chiamato. Tanto poi torna, io non mi fiderei tanto...": ironia e disperazione si fondono in un unico sentimento, oggi, nell'animo dello storico press agent Michele Mondella, quasi una vita - dai primi anni Settanta - passata fianco a fianco di Lucio Dalla, morto di infarto in Svizzera all'età di 69 anni. Non era con lui quando si è sentito male: "L'altro ieri avevamo fatto l'anteprima del tour a Sassuolo, c'era anche Pierdavide Carone", racconta all'ANSA Mondella riferendosi all'ex concorrente di Amici con il quale Lucio Dalla ha deciso di tornare sul palco dell'Ariston con un pezzo co-firmato, la bellissima 'Nani'' 40 anni dopo.
"Ieri a Montreux il concerto era andato molto bene. Stamattina si era alzato, ha fatto colazione, e poi si è sentito male", aggiunge commosso Mondella, già direttore della promozione della Rca Italiana, quindi della Bmg Italy per 15 anni e fondatore nel 1997 della società di comunicazione Midas Promotion. Notissimo negli ambienti dell'industria musicale italiana, ha curato e cura la promozione e comunicazione di tanti big, da Francesco De Gregori ad Antonello Venditti, da Gianni Morandi a Eros Ramazzotti, da Luca Carboni a Samuele Bersani, Enrico Ruggeri e Ron. E così, quando viene informato dell'infinita lista di artisti, personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura che in queste ore stanno rendendo omaggio all'autore di Caruso, è come se per un attimo tornasse a ieri, quando Lucio ancora era qui. "Valentino Rossi lo ha ricordato? Sì, Lucio aveva scritto una canzone su di lui, erano molto amici, racconta parlando della ballata "Due dita sotto il cielo".
"Così come ha scritto una canzone su Roberto Baggio ('Baggio...Baggiò, ndr.), era il suo idolo", ricorda. Fa un breve pausa e poi: "Lui da morto non esiste. Era immortale. Come fa a morire? Lucio diceva che la morte era la fine del primo tempo. Ora c'é l'intervallo, si starà riposando. Poi torna, vedrai...", aggiunge Mondella, romano, classe 1947, che - come molti artisti, amici e fan del cantautore bolognese - ancora non riesce a credere a quanto è accaduto. Dalla e Mondella, un binomio così forte che persino Francesco De Gregori, altro grande del gruppo, ha trovato la forza per uscire di casa e andare a trovarlo. "E' passato da me, a consolarmi. Siamo stati un po' qui, storditi. Non vuole fare dichiarazioni. Ha solo detto che è molto triste", dice con la voce rotta dall'emozione  (Tratto Da ANSA.IT)

ADDIO AMANTE DELLA MUSICA, ADDIO AMANTE DEL BASKET, ADDIO PICCOLO GRANDE LUCIO (MAX)